
VERONA - Corso organizzato da Unicef e università. Vicino all'estrema destra, il leghista è noto per le campagne contro immigrati, rom e gay
Il sindaco di Verona Flavio Tosi, "golden boy" e superstar mediatica della Lega, condannato in via definitiva nel luglio scorso per propaganda razzista (sanzione accessoria il divieto di partecipare per tre anni a qualsiasi forma di propaganda elettorale, pene sospese), interverrà al corso di Educazione ai diritti umani organizzato dall'Unicef e dall'univ ersità di Verona. L'iniziativa si articolerà in vari incontri, che si terranno presso l'ateneo scaligero da marzo a maggio. A Tosi, stando al programma, è affidato il primo intervento del quarto incontro, il 14 aprile, titolo "Non fare, fare o fare bene?". L'ondata di indignazione non si è fatta attendere. L'ex parlamentare di Rifondazione Tiziana Valpiana si è attivata immediatamente presso l'Unicef Italia, per scoprire «che l'organizzazione del corso si deve addebitare al comitato provinciale locale Unicef (cioè a un gruppo di volontari). Ho detto chiaro e tondo che faremo di tutto per evitare questo scempio, comprese eventuali manifestazioni». Giuseppe Campagnari, consigliere provinciale vendoliano, che aveva già chiesto le dimissioni di Luca Coletto, uno dei cinque leghisti condannati con Tosi e ora assessore provinciale, chiede e si chiede: «Visto che la frequenza a questi incontri darà diritto agli studenti di maturare dei crediti formativi, che titoli ha Tosi per insegnare a dei ragazzi?». Dal canto suo il Circolo Pink invita l'Unicef a scegliere un'altra persona per parlare di diritti umani, ricordando la maglietta con la scritta "Noi Giulietta e Romeo Voi Sodoma e Gomorra No al gay pride" indossata dal futuro sindaco alla messa organizzata dagli integralisti cattolici in occasione della manifestazione glbt del 26 febbraio 2005. Se l'Unicef, che ha dato un'unica risposta (visibile nella sua bacheca su Facebook) a tutti coloro che hanno scritto per protestare, dichiarando che «le opinioni (corsivo del redattore) espresse dai relatori non necessariamente rispecchiano le posizioni dell'Organizzazione», i due docenti universitari che hanno condiviso la realizzazione dell'iniziativa affermano di voler promuovere il dialogo e la discussione: «Tosi porterà le sue idee», dice Agostino Portera, responsabile del Centro Interculturale dell'ateneo, mentre Federico Perali, che insegna Economia politica, sostiene che «chi è responsabile della cosa pubblica deve rendere conto di ciò che fa, l'idea è di dar voce ai giovani». Del resto Tosi in buona compagnia. Il 28 aprile toccherà a Stefania Craxi, sottosegretaria agli Affari Esteri, mentre il 5 maggio sarà la volta di Alessandra Vaccari, giornalista del locale quotidiano, nota in città per le sue posizioni ultradestre - per inciso, è la vedova di Nicola Pasetto, deputato Msi, in gioventù picchiatore fascista che, ogni anno, viene ricordato con concerti e iniziative varie, in pratica raduni della destra radicale (e non). Ai tempi della giunta Sironi (Fi) questo genere di cultura veniva patrocinata e finanziata dagli assessori della medesima, i camerati Mariotti, Baiona e Gamba, quest'ultimo responsabile dello sgombero della comunità sinta che diede luogo alla famigerata campagna razzista di Tosi. Al corso c'è anche lei, Michela Sironi, l'ex sindaca che sdoganò le destre, stavolta in veste di economista della locale università. Infine, il 12 e il 19 maggio, ecco l'inossidabile e molto discusso Magdi Cristiano Allam, deputato al parlamento europeo, che interverrà per ben due volte. Uno "sbilanciamento" fortemente criticato da un'altra docente dell'università di Verona, Donata Gottardi, ex eurodeputata nel gruppo socialista, che ci tiene a precisare: «Il razzismo non è un'opinione ma un reato. E poi questa iniziativa non garantisce il pluralismo, da sempre patrimonio dell'università».
il manifesto 04/03/2010

