di Alessandro Grandi
Marios Z. ha 27 anni e da giovedì 11 marzo 2010 si trova rinchiuso in un carcere greco. Marios è accusato di aver lanciato bombe molotov contro le forze di polizia della capitale Atene durante le manifestazioni di protesta contro la manovra economica voluta dall'amministrazione Papandreou.
Marios, che non ha alcun precedente penale e non è "conosciuto" dalle forze di polizia nella vita quotidiana insegna nuoto ai bambini di età compresa fra i 2 e i cinque anni e si dichiara innocente. Anzi, è innocente come dicono molti dei testimoni presenti durante i momenti concitati del fermo di Marios. Il ragazzo, infatti, non si è reso protagonista di nessun reato, tanto meno del lancio di bombe incendiarie. Lui alla manifestazione c'era. Gridava ad alta voce il suo dissenso, come si dovrebbe poter fare in una democrazia moderna. Insieme alla sua fidanzata e a un amico stava seguendo il corteo da posizione defilata e comunque in modo assolutamente pacifico. Marios è un ragazzo tranquillo. La sua personalità, il suo carattere, non gli consentono di andare mai sopra le righe. Marios è un ragazzo tranquillo. Insieme a lui quel giorno sono stati fermati dalla polizia altre dodici persone. Oggi, purtroppo, solo lui resta nelle patrie galere con accuse infamanti che rigetta totalmente. Ma ha paura Marios. Ha paura di essere condannato da uomo innocente. Ha paura che la mano pesante della legge cerchi un capro espiatorio. Ha paura che le testimonianze degli agenti di polizia, che lui ovviamente ritiene false, lo possano far condannare.
Dalla sua parte alcune fotogrammi (nella foto) che lo ritraggono a volto scoperto, e non coperto come sostiene la polizia. Nel suo zaino non ci sono oggetti atti a offendere. Non ci sono sassi e nemmeno una minima traccia di bombe incendiarie. Nello zainetto che indossa ci sono solo indumenti da lavoro: un costume da bagno, accappatoio e shampoo. Lui lavora, come detto, in una piscina.
Una fonte di PeaceReporter presente alla manifestazione a pochi metri dall'accaduto racconta i fatti delle ultime ore. "Oggi il giudice per le indagini preliminari e l'avvocato difensore di Marios si incontreranno per vedere come procedere in questa situazione. L'incontro non vedrà la presenza di testimoni che a quanto sembra saranno chiamati in un secondo momento. Marios per ora si trova in una cella del carcere di Korydassos, nei pressi di Atene. Sappiamo che la sorella ha potuto fargli visita e ha descritto Marios abbastanza tranquillo e di buon umore. Buono è anche il suo stato di salute. L'avvocato punta ovviamente alla scarcerazione immediata per poi attendere il processo da fuori. Di sicuro in ogni caso il processo si svolgerà. Il rischio più grande adesso è quello che Marios rischi di restare in carcere da innocente in attesa di giudizio. La notizia del suo fermo è davvero clamorosa perchè come dicevo non ci sono prove che lo inchiodano. Le emittenti televisive nazionali, alcuni programmi satirici e molte trasmissioni radio stanno dando molto risalto alla vicenda che è chiara per tutti tranne per la polizia e per il governo" racconta P.L. al telefono con PeaceReporter. "La situazione dei fermi è stata grottesca in ogni sua parte. Il primo fermato era un ragazzini di 17 anni che poco dopo è stato rilasciato. Altri cinque manifestanti sono stati liberati nella giornata di venerdì. Cinque, poi, sono stati interrogati dal giudice e poi rilasciati. Solo per Marios è stato convalidato il fermo di polizia. Ora siamo in attesa che i giudici si riuniscano e decidano ciò che si deve fare. Potranno rilasciarlo in attesa di giudizio oppure farlo restare in carcere e poi processarlo. In ogni caso c'è stata anche una grande mobilitazione in suo sostegno. I genitori dei bambini della scuola di nuoto dove insegna, per esempio, hanno firmato una petizione per la sua liberazione. Tutti stanno chiedendo ai rappresentanti dell'esecutivo di liberare Marios".
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